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Ignazio Gardella progettare il paesaggio ligure
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Mercoledì 4 febbraio 2026, alle ore 16:30, il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi accoglierà il convegno “Ignazio Gardella: progettare il paesaggio ligure” a cura di Emanuele Piccardo/plug_in in collaborazione con la Fondazione Ordine Architetti di Genova. L’evento, patrocinato dal Comune di Genova, dall’Archivio Storico Gardella e dall’associazione Docomomo Italia è in fase di accreditamento presso l’OAPPC.
Ignazio Gardella, nato a Milano da una famiglia di origine genovese, mantiene per tutta la sua carriera un legame profondo con Genova, ereditato anche attraverso una tradizione familiare di architetti che risale all’Ottocento e alla figura di Carlo Barabino. La struttura urbana e l’architettura della città influenzano il suo approccio progettuale, fondato su rigore, misura e rifiuto dell’ornamento superfluo.
Questo legame emerge in modo emblematico nel Piano Particolareggiato di San Donato e San Silvestro (1969), con cui Gardella affronta per la prima volta la scala urbana, intervenendo in una delle aree più antiche del centro storico di Genova. L’area di intervento del Piano si sviluppa attraverso la presenza delle chiese di San Donato, Santa Maria in Passione, Campanile di San Silvestro, Oratorio N.S. del Suffragio, San Salvatore, Sant’Agostino con annesso il convento, Porta Soprana, Torre Embriaci e Palazzo Brignole-Sale. Parte di queste preesistenze sono state distrutte o abbandonate, vi è dunque la necessità di intervenire per disegnare il futuro di questa parte del centro storico, quella più antica risalente al castrum romano. Il piano viene elaborato insieme a Silvano Larini, Daniele Vitale, Jacopo Gardella, Gilberto Nardi e il perimetro di azione coincide con la zona destinata all’insediamento delle università.
Per Gardella progettare nel centro storico non è diverso dall’intervenire in altre parti della città: in ogni caso è necessario leggere e rispettare i caratteri del contesto, affinché la nuova architettura diventi parte integrante del tessuto urbano. L’intervento su un’ampia area urbana innesca un processo di recupero architettonico e sociale che troverà piena realizzazione con la Facoltà di Architettura (1975-1989), vera eredità gardelliana a Genova, più ancora del Teatro Carlo Felice, dove è invece predominante l’influsso di Aldo Rossi.
Negli anni Cinquanta Gardella sperimenta invece il tema delle residenze per vacanze in Liguria. A Varazze lavora ai Piani di Invrea mentre ad Arenzano, in collaborazione con Marco Zanuso, redige il piano di lottizzazione della Pineta. Qui affronta il progetto urbanistico e architettonico con una grande attenzione al rapporto tra costruito, materia e paesaggio.
Genova rende merito a un suo figlio adottivo che ha saputo, anche a distanza, prendere in prestito gli elementi della poetica architettonica genovese e ligure per disegnare e progettare un paesaggio complesso e compresso tra montagne e mare.
PROGRAMMA
Saluti Istituzionali
Giacomo Montanari, assessore alla cultura Comune di Genova
Interventi
Emanuele Piccardo, architetto e critico di architettura
Ignazio Gardella progettare il paesaggio ligure
Andrea Vergano, architetto e urbanista, DAD-Unige
La città di Gardella
Proiezione interviste “Dialogando su Ignazio Gardella”
Edoarda De Ponti, architetta e nipote di Ignazio Gardella
Ignazio Gardella architetto. Costruire le modernità. Una mostra a Palazzo Ducale del 2006
Simona Gabrielli, architetto, presidente Fondazione Ordine Architetti di Genova
Conclusioni
Francesca Coppola, assessora Urbanistica Comune di Genova
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