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GENOVA IN CODA – Nuove direttrici stradali e motorizzazione di massa
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Palazzo Ducale – Fondazione per la Cultura e Fondazione Ordine Architetti Genova propongono una nuova serie di incontri nell’anno dedicato alle trasformazioni urbane e al Centenario della Grande Genova. “SALVO IMPREVISTI” è l’iniziativa, a cura di Jacopo Baccani, in programma dal 16 settembre al 4 novembre 2026 che punta a raccontare un secolo di storia della città attraverso le sue infrastrutture.
Mercoledì 23 settembre, alle ore 20:30 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, si terrà l’incontro GENOVA IN CODA – Nuove direttrici stradali e motorizzazione di massa con Gian Luca Porcile. Ingresso libero fino a esaurimento posti. 2 CFP agli architetti previa iscrizione.
Tra le città del triangolo industriale, Genova non è stata sede di grandi marchi automobilistici, eppure il suo tessuto urbano e la sua immagine sono stati plasmati dall’automobile forse più di qualsiasi altra città italiana. L’asse monumentale di viale Duca D’Aosta (ora viale Brigate Partigiane), il lungomare di Corso Italia, le tratte urbane delle autostrade con i loro viadotti e, su tutti, la Strada Sopraelevata (1965) hanno scolpito l’immagine della città del Novecento. Nata per assecondare la motorizzazione di massa, questa infrastrutturazione stradale ha segnato profondamente il paesaggio genovese, traducendosi in un’idea di città orientata al traffico privato di cui oggi si avverte la crisi.
Gian Luca Porcile (Genova, 1971) è Dottore di ricerca in Architettura. Ha scritto sul rapporto tra scienze naturali e teoria architettonica, nonché sull’architettura di età contemporanea a Genova. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Lo scontro sul grattacielo: i rapporti tra Italia e America e il dibattito sull’edificio alto tra le due guerre (2017); Il quartiere INA-Casa Forte Quezzi come progetto di paesaggio (2018); Da Zevi a Labò, Albini e Marcenaro. Musei a Genova 1948–1962: intersezioni tra razionalismo e organicismo (con Marco Spesso, 2019); Il Mercato del pesce di Genova (2019); Museo d’Arte Orientale E. Chiossone. Mario Labò (2022).
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